Blog per gli appassionati della fotografia ed in particolare delle fotocamere della Serie X di Fujifilm

Prime impressioni sul Flash Godox Witstro AD360 e del Battery Pack PB960

Innanzitutto vi chiedo di avere pazienza: non sono avvezzo alle recensioni 😀

Recentemente mi sono messo alla ricerca di un flash che consentisse di avere la portabilità di un flash cobra, ma che nel contempo permettesse di avere una potenza ed una versatilità equiparabile ad un flash da studio.
Tra i vari brand che commercializzano prodotti più o meno simili, ho selezionato la Godox ed il suo Witstro AD360. Il prodotto ideato in Cina viene venduto anche sotto altri nomi da aziende come la Interfit, la Newer, Calumet e tante altre.
Il Witstro AD360 è un Flash interamente manuale. La Godox offre anche la nuova generazione ovvero il Witstro AD360II che oltre alle funzioni del precedente aggiunge funzioni TTL (ma solo nelle versioni per Nikon e Canon) e un trigger integrato.

 

Una Grande “piccola” luce per la fotografia in esterni

Fino ad oggi mi sono limitato, tranne che per qualche piccolissima esperienza in studio, all’utilizzo di flash cobra e a fare lo “strobista”, ma ho sempre sognato la possibilità di utilizzare diffusori di grandi dimensioni, ed il Witstro AD360 con i suoi 300 Ws finalmente mi darà l’occasione di sperimentare anche con quelli.

Il Godox AD360, ed il suo fratello più piccolo l’AD180 (è ancora possibile trovarlo, ma temo sia fuori produzione) utilizzano un piccolo battery pack che è in grado di alimentarli per qualche migliaio di lampi, se non usati a piena potenza (la Godox stima 450 lampi a piena potenza). La particolarità che rende unico l’AD360 è quella di essere un flash bare bulb (lampadina nuda) questo non solo rende più versatile il flash, ma ci consente anche di utilizzare in location ed al meglio modificatori di luce, anche di grandi dimensioni, quali softbox, ombrelli ecc.

 

Eccellente qualità costruttiva

Quando terrete in mano per la prima volta la confezione di uno di questi flash, noterete subito le dimensioni della scatola! 😀 è enorme! Se, come me, fino ad oggi avete comprato flash tradizionali ne resterete sorpresi. La seconda cosa che noterete è la qualità costruttiva. Pur essendo un prodotto di origine cinese oserei dire che la qualità è equiparabile a prodotti di fascia alta di Canon o Nikon, come per esempio l’Ex 580II o l’SB910.

La scatola contiene(nel mio caso) Il Flash con una “custodia” in tela, una piastra supplementare per la connessione ad uno stativo, un diffusore a parabola che include due diffusori traslucidi, la lampadina, il battery pack con il relativo alimentatore per la ricarica, cavo di alimentazione per il flash e qualche manualino piuttosto scarno in cinese ed in inglese.

In mano il flash risulta massiccio, anche se non eccessivamente pesante(780gr), la qualità costruttiva è ottima, i bottoni e la rotella danno una buona risposta tattile.

La testa del flash si sblocca con un bottone sul lato destro per regolare il movimento verticale e la rotazione, consente di posizionare la lampada a partire da una posizione  completamente verticale fino a -15 gradi. La testa inoltre ruota da 0 a 270°, in altre parole fa quasi una rotazione completa.

La testa ha un innesto a baionetta che circonda la lampadina, che consente di innestare diversi tipi di diffusore, si stringe poi una rotella laterale a vite per assicurarli saldamente.

La lampadina pur essendo solida rimane comunque di vetro ed inspiegabilmente la Godox non fornisce alcuna protezione nel kit se non il diffusore a parabola, che se lasciato innestato rende estremamente ingombrante il flash in una borsa. Come optional è possibile acquistare per pochi euro una sorta di tubo in alluminio che si innesta nell’attacco della testa per proteggere la lampada……ne consiglio sicuramente l’acquisto essendo le lampadine di ricambio piuttosto costose.

Sui lati del flash troviamo da un lato un connettore per il battery pack dall’altro un connettore pc sync, un connettore jack da 3,5 ed una porta usb per connettere i trigger. Tutti gli attacchi sono protetti da degli sportellini in gomma, anche se nelle istruzioni è fortemente sconsigliato l’uso del flash in condizioni “bagnate” non essendo ne il flash ne tanto meno il battery pack tropicalizzati.

Il flash nella scatola arriva con il piedino standard dei flash cobra tradizionali, un contatto “a caldo insomma” non so chi sia così matto da attaccarlo ad una fotocamera, ma ciò rimane comunque possibile. Nella scatola viene fornita anche una piastra sostitutiva con una filettatura da 1/4 di pollice, che si può montare al posto del piedino tradizionale qualora si volesse attaccarlo direttamente ad uno spigot di uno stativo.

Le caratteristiche

Il Godox AD360 è l’antitesi dei flash più sofisticati come per esempio l’Ex 580II o l’SB910. Non ci sono i menu. Non c’è TTL: tutto è manuale.
Ma l’AD360 risulta essere molto più facile da usare dei flash a cui sono abituato. Non sono necessarie complicate combinazioni di tasti per impostarlo; sul retro trovate solo sei bottoni, una rotella ed un piccolo LCD che, nonostante le dimensioni ridotte, risulta molto luminoso e di facile lettura grazie anche al numero ridotto di informazioni che deve rappresentare.

I sei bottoni sono:

  • il tasto on/off,

  • il bottone test, che si illumina di rosso quando il flash è pronto allo scatto

  • il bottone Buzz che abilita o disabilita l’avviso sonoro di avvenuta ricarica

  • il bottone MF che attiva la luce di assistenza alla messa a fuoco(assolutamente inutile 😀 )

  • il tasto Mode, permette di passare a rotazione da modalità M (manuale), a S1 (il flash, grazie un sensore ottico, scatta in automatico quando rileva il lampo di un altro flash) a S2 ( simile al precedente, ignora i pre-lampi normalmente utilizzati dai flash TTL per calcolare l’esposizione prima dello scatto)

  • il tasto Set permette di variare la frequenza dei lampi in modalità RPT e, se premuto insieme al bottone mode, imposta a rotazione l’HSS manuale (high speed sync) o la modalità normale.

  • il tasto che attiva la modalità RPT (continua/stroboscopico).

Infine sul retro trovate la rotella che viene usata per regolare la potenza da 1/128 a 1/1 con incrementi di un terzo di stop. La potenza è regolabile anche da remoto se si usa un trigger Godox.

Nota sul HSS; Essendo il prodotto ideato per Canon e Nikon, L’HSS è possibile su Fuji solo con un hack. Si trovano delle guide su Youtube ed implicano l’utilizzo di un trigger Cactus.

La batteria al litio PB960

Pesa complessivamente circa mezzo chilo ed è composta da due parti innestate l’una nell’altra. La parte superiore ha due prese, il pulsante di accensione e dei LED che indicano la carica. La parte inferiore è la batteria vera e propria da 4,500mAH 11.1v e si può acquistare anche separatamente (ne è stata recentemente annunciata una da 5,800mAH). Quest’ultima può essere ricaricata(tre ore circa) con l’apposito alimentatore anche separatamente dalla parte superiore del battery pack.
I flash con battery pack non sono niente di nuovo, ma quello che mi ha sorpreso è la leggerezza rispetto alla capacità. Il pack ha una clip su uno dei lati che permette di attaccarlo alla cintura; viene fornita anche una tracolla in neoprene molto comoda, anche se un po’ troppo corta.

Il battery pack si collega al flash con il cavo in dotazione, anch’esso un po troppo corto per i miei gusti, sul lato batteria con un connettore a 5 pin DIN, standard nel settore, e sul flash con un connettore proprietario.

Il Battery pack ha due porte, è quindi possibile attaccare due flash alla stessa batteria oppure con un cavo opzionale, 2 in 1(Godox DB-02), connettere entrambe le porte ad un solo flash. Quest’ultimo riduce di circa il 50% il tempo di ricarica del flash(a piena potenza il flash impiega circa 4 secondi per la ricarica, con il cavo 2 in 1 circa 2 secondi. Ovviamente se usato a potenze più basse il tempo di ricarica è notevolmente inferiore).
La Godox vende anche altri cavi per la batteria che consentono per esempio di usarlo con un sb910 Nikon, vendono addirittura un cavo USB per ricaricare il telefonino.

Veramente potente!

Osservando il flash in sé, si potrebbe pensare che il flash avesse delle batterie interne, in realtà la maggior parte del corpo contiene un potente condensatore, per metterla in parole più semplici, il flash funziona solo collegato al battery pack.

Il Godox AD360 ha un numero guida di 80 con il riflettore parabolico in dotazione( copertura equivalente di un obiettivo da 28 mm su full-frame), può sembrare poco, se raffrontato con i numeri guida menzionati spesso nei flash cobra(raramente sono reali o comunque sono ottenuti su un fascio luminoso ristretto). Per fare un raffronto più corretto basti pensare che l’AD360 emette circa 300Ws reali e volendo anche omni direzionali, mentre un flash cobra 60-80Ws su un fascio ristretto di luce.

I flash cobra hanno anche delle altre limitazioni intrinseche, ovvero sono poco adatti all’uso con softbox, beauty dish, ombrelli ecc., dato il fascio ristretto di luce che emettono, con l’AD360, essendo la “lampadina nuda”, queste limitazioni svaniscono. Inoltre la maggior potenza ci consente con facilità, durante lo scatto all’aperto, di abbattere la luce ambientale e quando usato in HSS non ci costringe ad avvicinarlo troppo al soggetto.
Ultima cosa da non sottovalutare per i professionisti, è che raramente si usa il Godox a piena potenza e diversamente dai cobra, si surriscalda molto difficilmente. Anche l’AD360 include una protezione contro il surriscaldamento come altri flash, ma le specifiche Godox lo garantiscono per 75 scatti consecutivi a piena potenza o 300 consecutivi ad 1/8 senza problemi di surriscaldamento.

Non ho ancora avuto molte occasioni di provare bene sul campo questo kit ed i diffusori in mio possesso sono piuttosto piccoli, penso che il mio prossimo acquisto sarà un ombrello enorme! 😀 , magari farò un articolo sulle mie impressioni d’uso più avanti.

Quello che vi posso dire per ora è che la qualità della luce emessa mi sembra ottima (5600K con uno scarto massimo di 200k); che l’opzione di usarlo anche a lampadina scoperta introduce delle possibilità di illuminazione interessanti, anche per illuminare grandi ambienti. Inserito in un softbox non presenta li classico punto caldo che si riscontra spesso usando i cobra. Le lampadine sono facili da sostituire e facilmente reperibili.

 

Il sistema Witstro

La Godox produce parecchi accessori per il suo flash: beauty dish, softbox, porta ombrelli, snoot, griglie a nido d’ape ed altro ancora. Diversamente da quanto si trova in giro comunemente, sono anche economici, ma non posso commentare sulla qualità visto che attualmente non ne possiedo.

Vorrei spendere due parole su un accessorio non propriamente Witstro, ma compatibile, distribuito dalla Godox. Nello specifico la staffa S-type Speedlite Bracket. Questa staffa oltre ad essere un porta ombrelli ed un anello per i softbox pieghevoli, permette nelle sue due versioni di adattare accessori(Softbox Beauty dish, ecc.) con attacco Bowens o Elichrom, all’AD 360 o ad altri flash tradizionali.

Nota: la parabola in dotazione di serie con il Witstro AD360 ha l’esatta circonferenza di un CD! Utile come dima se uno volesse ritagliarsi le proprie gelatine.

Trigger Godox

Del sistema Godox, Quello che mi ha veramente colpito è la loro linea di trigger.
Ogni serie Godox, a partire dai flash cobra (come per esempio i Ving V850) fino alle loro torce da studio, ha i suoi ricevitori (a volte separati, come nell’AD360, altre volte integrati nel prodotto stesso come nell’AD360II) ed il loro relativo trasmettitore
Ogni nuova generazione di trasmettitori però è in grado di comandare e regolare la potenza della maggior parte delle linee precedenti prodotte da loro. Questo rende naturalmente molto elastico il loro sistema. Potete per esempio usare insieme, una torcia da studio, l’AD360 e due flash V850 comandandoli da un unico trasmettitore. Tutti i loro trasmettitori sono “compatibili” con il sistema Fuji (con qualche limitazione ovvero non il TTL, e la versione consigliata per le Fuji è quella Canon) ad eccezione dell’ultimo uscito, il Godox XT32C, che per il momento è adatto solo a Canon. Dovrebbero arrivare a breve sul mercato la versione Godox XT32N per Nikon e l’XT32G generico ed adatto a Fuji.

Nota bene: Qualunque accoppiata di trigger decidiate di prendere assicuratevi che sia uno dei più moderni kit a  2.4 GHz, e non fate come me che ho ordinato per errore il meno affidabile set a 433MHz 😀 Grazie Amazon per le politiche di reso 😀

Conclusioni

Punti a favore

Ben fatto
Relativamente leggero
Molto potente.
Batteria infinita
P.S. E’ presto per me per confermarlo perché lo sto usando da pochissimo, ma dalle recensioni che ho letto in rete pare che sia un prodotto anche molto affidabile nel tempo.

Punti a sfavore

la custodia per il flash è poco più di uno straccio
La tracolla per il battery pack ed il cavo di alimentazione per il flash sono troppo corti
Sarebbe bello avere dei trigger specifici per Fuji magari con HSS

Cosa ne penso?

Sono molto soddisfatto del mio acquisto, lo sto vivendo un po’ come il sistema mirrorless dei flash da studio 😀 Se avete bisogno di più potenza di quella che vi può dare un flash cobra, ma le torce da studio sono troppo, questo è probabilmente il prodotto che fa per voi. Lo consiglio

Prime impressioni sul Flash Godox Witstro AD360 e del Battery Pack PB960 ultima modifica: 2017-03-02T08:30:01+00:00 da Gianmarco

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